Giovedì 18 Ottobre 2018

Quando si decide di cimentarsi nell’allevamento di specie delicate come il cardellino, uno dei dilemmi più ricorrenti riguarda senza dubbio la scelta di ricorrere o meno all’impiego delle balie.

Dato che in merito a quest’argomento le teorie sono molteplici, proviamo a valutare i pro e dei contro che questa pratica comporta:

Vantaggi:

  • Minori rischi di abbandono della prole.
  • Minor rischio di decessi nei primi giorni di vita.
  • Maggiori possibilità di sopravvivenza dei soggetti più deboli (mutati).
  • Migliore gestibilità delle covate (maneggio dei pullus, inanellamento, ecc.).
  • Maggior numero di soggetti prodotti ( le cardelline, non allevando depongono più volte).
  • Maggior numero di soggetti felicemente svezzati.

Svantaggi:

  • Accudimento e alloggiamento di un notevole surplus di animali da impiegare come balie.
  • Perdita progressiva dell’attitudine alle cure parentali (ceppi baliati per generazioni mostrano una sempre minore disponibilità ad allevare la prole).
  • Rischio di patologie trasmesse dalle balie ai piccoli.
  • Minore robustezza dei soggetti dovuta alla carenza degli anticorpi specie-specifici normalmente trasmessi dalla madre biologica attraverso l’imbeccata.
  • Modificazioni del canto e del comportamento a causa dell’ imprinting subito dai genitori adottivi.

Come si evince facilmente leggendo queste considerazioni, se da un lato l’impiego di balie sembrerebbe garantire una maggior produzione di soggetti, dall’altro gli stessi potrebbero risultare meno robusti di quelli allevati dai genitori biologici.

Pertanto l’allevatore deve operare una scelta tra “quantità” e “qualità”.

E’ perfettamente lecito e comprensibile che il rischio di vedere morire dei soggetti di pregio (ma anche dei comuni ancestrali…) a causa dell’incuria o dell’inettitudine materna sia uno spauracchio per la maggior parte di coloro che allevano specie di non proprio semplicissima gestione. Tuttavia bisogna anche tenere presente che solo operando una selezione costante e mirata nel tempo si potranno ottenere dei ceppi con buone attitudini alle cure parentali.

Per tutti coloro che dovessero comunque decidere in favore delle balie, ecco dei suggerimenti mirati ad ottimizzare i risultati:

  • Se scegliete dei canarini, assicuratevi che provengano da un ceppo rustico e godano di perfetta salute.
  • Abituateli per tempo ad appetire lo stesso mangime e soprattutto i medesimi alimenti che usate nella fase riproduttiva per i cardellini (larve, pastone, etc.).
  • Alloggiate le canarine all’aperto oppure in un locale senza luce artificiale in modo da ritardarne l’entrata in estro. Altrimenti tenderanno a nidificare prima delle cardelline.
  • Non separate i maschi di canarino, ma lasciate che aiutino le femmine. I cardellini si svezzano più tardi dei canarini.
  • Se potete impiegate delle femmine ibride di canarino x cardellino. Sono ottime nutrici ed hanno maggiori affinità immunitarie con il cardellino.
  • Anche i lucherini sono delle ottime balie e possono essere impiegati con successo.
  • Evitate le nidiate miste. I genitori, quasi sempre, tenderanno a favorire la loro prole a scapito dei piccoli baliati.
  • Allo scopo di verificare il comportamento delle cardelline si può provare a far loro allevare i piccoli nati dalle uova delle balie.

In conclusione l’impiego delle balie può servire a recuperare un maggior numero di uova. Tuttavia chi scrive ritiene che bisognerebbe cercare di usarle solo in caso di assoluta necessità.

In definitiva le maggiori soddisfazioni sono date dall’allevamento in purezza. Vedere la cardellina che imbecca i propri piccoli, magari con l’aiuto del maschio è senza dubbio uno degli spettacoli più belli che il nostro hobby possa regalarci. Senza contare che costituisce la prova tangibile del fatto che i nostri animali sono in perfetta salute e soprattutto perfettamente ambientati alla vita in cattività.


Gennaro Chianese.