Martedì 21 Maggio 2019

Il Caccialepre è una pianta erbacea perenne, appartiene alla grande famiglia delle compositae, fornita di una radice legnosa, allungata e ingrossata dalla quale nel periodo invernale si sviluppa una rosetta di foglie dalla forma variabile: allungata-obovva, ablanceolata, intera o seghettate di colore verde-glauco. In primavera inoltrata crescono i fusti eretti, alti 20-60 cm più o meno ramosi, che possono avere o no una o due biforcazioni, hanno foglie mediane simili alle basali ma sessili e amplessicauli e le superiori ridotte e più o meno intere. Le infiorescenze a capolino sono sorretti da lunghi peduncoli, che partano dalla parte terminale delle ascelle delle foglie. I fiori sono gialli, gli esterni di norma con una striscia scura bruna o purpurea. I frutti di 2-3 mm, sono acheni di due tipi: gli esterni scuri, solcato e rugosi gli interni chiari e quasi lisci. La fioritura avviene quasi tutto l`anno e le foglie persistono in ogni stagione assumendo, però, un colore più scuro al sopraggiungere dell`estate.


Il Caccialepre è diffuso in quasi tutta Italia, dove è comune sui terreni sassosi, campi coltivati ma anche negli incolti aridi, muri e rupi marittime,fino a 1.200 metri di altidutine. Etimologia: Il primo termine del binomio “Reichardia” è dedicato al medico e naturalista tedesco J. J. Reichard, mentre il secondo “picroides” deriva dal greco picros = giallo, con riferimento al colore dei fiori. Il termine Caccialepre ha etimo incerto, sembra tuttavia che esso sia composto da un primo elemento alterato: caccia(re) e la lepre; cioè erba utile come esca per cacciare la lepre. Il sinonimo Caccialebbra non ha nulla a che vedere con la malattia infettiva; E' un meridionalismo; Infatti in questo contesto linguistico lebbra è il plurale (neutro) di lebbru = lepre. Il Caccialepre è un erba diuretica, rinfrescante, depurativa, analgesica e antiscorbutica.

E' la pianta spontanea più appetita e ricercata per usi in cucina: le foglie più tenere della rosetta basale consumate crude sono un'ottima insalata da sole o con altre erbe con le quali vengono anche utilizzate cotte e condite con olio e sale. Le foglie fresche tritate, applicate sulla parte dolorante alleviano il mal di denti, mal di testa e mialgie. Curiosità Un tempo si credeva che mangiare il Caccialepre crudo facesse bene alle donne incinte che avrebbero avuto più latte visto che, se si spezza la pianta, ne fuoriesce un lattice bianco. Da qui i nomi usati in altri luoghi, come: latticino, lattalepre, latticrepolo. Di questa pianta ci sono varie sottospecie molto simili tra loro come:

  • Reichardia picroides (L.) var. cupaniana; Reichardia picroides (L.) var. halophila;
  • Reichardia picroides (L.) var. integrifolia; Reichardia picroides (L.) var. maritima;
  • Reichardia picroides (L.) var. vulgaris.

Il Caccialepre, sia la forma nominale che le varie sottospecie, sono tutte ottime per utilizzarle in allevamento. Si possono impiegare sia i capolini ricchi di nutrienti semi, che le giovani e tenere foglie, quest’ultime utilizzarle sempre con moderazione come tutte le verdure in generale. Mentre i capolini si possono somministrare in grande quantità, senza correre rischi, ma solo tanti benefici.

Raffaele Esposito