Giovedì 18 Ottobre 2018

Si definisce soggetto consanguineo quello che ha un numero di geni omozigoti superiore alla media della razza e conseguentemente variabilità dei geni inferiori. 

Le conseguenze GENETICHE della consanguineità sono:

  • incremento dell’omozigosi e di conseguenza riduzione della variabilità genetica;
  • aumento dell’incidenza dei caratteri recessivi sia positivi che negativi con possibile aumento delle anomalie ereditarie;
  • depressione da inincrocio (in antitesi al vigore dell’ibrido).

Premettendo che ogni specie sopporta in modo diverso lo stesso livello di consanguineità, le conseguenze PRATICHE possono essere sia positive che negative.

Le conseguenze negative sono:
• riduzione della fecondità
• riduzione delle prestazioni fisiche e della taglia
• modificazioni comportamentali
• possibile minore resistenza nei confronti dei fattori ambientali in quanto sono carenti gli ammortizzatori genetici per superare variazioni climatiche, infezioni, variazioni alimentari,ecc.

Le conseguenze positive sono:
• maggiore omogeneità genetica
• maggiore differenziazione rispetto ad altre linee
• consolidamento delle caratteristiche desiderate sia morfologiche che comportamentali
• evidenziazione di anomalie genetiche occulte. Esempio: si accoppia un razzatore con alcune figlie; se non nascono soggetti ammalati o almeno 22 risultano sani significa che il razzatore è esente dalla tara al 95 %. Con 35 figli sani lo stallone risulta esente al 99 %.

Per eseguire gli accoppiamenti in consanguineità occorre grande accortezza ed esperienza e l'immissione di nuovo sangue per evitare le conseguenze negative e seguire determinate regole.

Qui di seguito potete prendere visione della cosiddetta Tavola di Felch che prevede la sequenza degli accoppiamenti in consanguineità per 5 generazioni con la specifica della percentuale di consanguineità sia per la linea maschile che per la linea femminile. Al termine della quinta generazione occorrerà rinsanguare con un nuovo soggetto (possibilmente di linea collaterale)

Picture
Nella tabella di Felch di cui sopra vediamo la sequenza degli accoppiamenti, il numero 1 maschio ed il numero 2 femmina che sono gli antenati di tutta la piramide, e la discendenza fino alla quinta generazione identificata dai numeri da 14 a 18. .

Inoltre è visibile in ogni grafico la percentuale di sangue/genoma di ogni soggetto, in rosso la percentuale di sangue/genoma della madre ed in bianco quella del padre.


CONSANGUINEITA' E TAVOLA DI FELCH

Per poter individuare il grado di consanguinità genetica dovremmo attribuire a ciascun soggetto un codice facilmente memorizzabile che ci permetterà di individuarlo facilmente. Avendo fino a 13 linee di sangue potremmo individuarle con la seguente coppia di lettere di cui la prima individua il maschio e la seconda la femmina ed in aggiunta il numero della tabella che ci permetterà l'individuazione del grado di consanguineità. Le coppie di lettere utilizzabili saranno:

AB CD EF GH IJ KL MN ÑO PQ RS TU VX YZ

Come dicevo, la prima lettera individua il maschio e la seconda la femmina: facciamo l'ipotesi di iniziare una selezione in consanguineità con il maschio A e la femmina B, per migliore comprensione della tabella; A il maschio viene individuato come M1 (Maschio 1) e la femmina; B come F2 (Femmina 2) denomineremo quindi il maschio A-1 e la femmina B-2; i discendenti di questa coppia saranno denominate AB-3 (F3 ed M3), e consultando la tabella constateremo che il prole ha un 50% di sangue/genoma maschile A ed un 50% di sangue/genoma femminile B.

Facilitando l'operazione se parlassimo di A-1 capiremmo al volo che trattasi di un maschio e se lo accoppiassimo ad AB-3, i discendenti di questo accoppiamento saranno AB-4, che avranno un 75% di sangue/genoma di A e un 25% di sangue/genoma di B.

Se gli allevatori che utilizzano la tabella di Felch per gli accoppiamenti consegnassero all'acquirente la scheda di pedigree sapremmo che l'allevatore alleva in consanguineità ed in caso di ulteriori o successivi acquisti dallo stesso allevatore una scheda EF 8 ci farebbe capire prima che il soggetto è nato in consanguineità seguendo la tabella di Felch e che ha il 12,50% di sangue/genoma del maschio E e l'87,5% di sangue/genoma della femmina F la successiva deduzione è che il padre è EF-5 che ha il 25% di sangue/genoma di E ed il 75% di sangue/genoma di F e che la madre è F-2 portante il 100% di sangue/genoma iniziale femminile. Se questo sistema della doppia lettera alfabetica fosse messo in uso anche avendo parecchie linee di sangue/genoma avremmo sempre un quadro chiaro della situazione senza dover necessariamente consultare le schede di pedigree.

Una ulteriore sofisticazione del metodo consiste nell'inserire accanto alle due lettere identificative della linea consanguinea i punteggi ottenuti in mostra (o la media dei punti ottenuti) dai singoli soggetti costituenti l'origine del ceppo consanguineo (o della prole) Quindi, ad esempio l'indicazione A93 B90 -4, indicherà l'alto valore dei capostipiti , ed anche se detto AB-4 non ottiene neppure 87 punti sarà sempre portatore delle buone caratteristiche del padre e dei nonni (75%) e della nonna nella minore proporzione (25%)

La corretta messa in pratica della tavola di Felch può aiutare il selezionatore preoccupato di migliorare il suo aviario, facendo entrare in consaguineità gli esemplari le cui caratteristiche significative valgono la pena di essere fissate, anche al prezzo di perdere un pò di vigore e di dimensione. Lo scopo finale di questo processo è di fissare i caratteri nei nostri uccelli, che in un'altro modo possono scomparire

Per compensare la perdita di vigore e di dimensione è consigliabile lavorare con due o tre linee di caratteristiche simili, o in collaborazione con un altro allevatore, ripartendo il lavoro tra tutti e due, per scambiarsi gli uccelli e per incrociarli in seguito.

Alla fine, mescolando le due linee si recupera la il vigore e la resistenza persa, proprio nel momento di iniziare appena una nuova linea consanguinea.

Un piccolo riepilogo della tabella.

Abbiamo accoppiato I due soggetti più standard possibili che sono M1 ed F2.

Dei relativi pullus (3), abbiamo selezionato il miglior maschio M3 e la migliore femmina F3 e li accoppiamo con i propri genitori.

Di questo ultimo incrocio che genererà gli esemplari (4 e 5) si continua la selezione in consanguineità come indicato nel grafico e sempre selezionando le migliori caratteristiche, fino ad ottenere la selezione finale (da 14 a 18), e pronti per iniziale la nuova linea consanguinea.

Quando saremo giunti alla quinta generazione si sarà raggiunto il risultato finale, che sarà un risultato variabile, in base alla scelta iniziale dei capostipiti (1 e 2) e dell'esatta scelta dei discendenti.

Quante volta abbiamo accoppiato dei soggetti eccellenti ed i pullus generati sono "scarsi" rispetto ai genitori? Con questo metodo, abbiamo l'opportunità di applicare questa tabella e per provare ad ottenere soggetti che abbiamo le stesse "migliori" caratteristiche di uno o di entrambi i progenitori.

Continuiamo ad insistere sul fatto che come norma generale, non occorre essere favorevoli alla consaguineità, a meno che si sia un esperto, poiché è molto facile errare negli accoppiamenti ed occorre sapere ciò che si fa; ricordiamo inoltre ancora che la consanguineità produce una riduzione delle dimensioni, insufficienza immunitaria, moltiplicazione di difetti, perdita degli istinti atavici (riproduzione ed allevamento), ecc.

Si consiglia di applicare la Tabelle di Felch, a soggetti effettivamente perfetti e degni di replicare le migliori caratteristiche.