Giovedì 18 Ottobre 2018

Parlare di dieta del canarino equivale a discutere della formazione di calcio della nazionale: ognuno ne ha una sua. Chi inizia ad allevare fa affidamento sulle esperienze altrui, ma poi, dopo aver preso dimestichezza con i piccoli piumati, comincia a sperimentare nuovi alimenti, un po' attratto dalle mode del momento, un po' perche' in ognuno di noi alberga uno spirito innovativo ed al contempo ingegnoso, che ci porta a sperimentare nuove soluzioni, non sempre valide. Mai paghi, dopo aver adottato un certo regime alimentare si e' indotti a mutarlo nel corso degli anni, anche se il precedente aveva dato buoni risultati. Da sempre argomento dibattuto, quello della giusta alimentazione e' oggetto di notevoli varianti ed interpretazioni. Eppure il segreto di una corretta dieta e' dietro l’angolo, basta guardare il comportamento degli animali in natura.  Perche' vogliamo sconvolgere cio' che la natura ha sapientemente costruito nel corso di millenni? Perche' vogliamo sostituirci all’istinto che induce i canarini a scegliere tra i semi lattiginosi ed il pastone sempre ed esclusivamente i primi rispetto ai secondi? Certo, in natura non troveremo il nostro canarino domestico, ma nelle isole spagnole immerse nell'Oceano Atlantico, a ridosso dell'Africa, il suo antenato e' osservabile in grandi quantità. Basterebbe studiare il suo comportamento in natura per scoprire quali sono le sue esigenze.

Il canarino selvatico si ciba essenzialmente di semi allo stato lattiginoso (immaturi) che reperisce su piante spontanee o coltivate. Nelle Isole Canarie questo cibo e' disponibile tutto l'anno, grazie al clima che caratterizza quei luoghi. Il piccolo e grazioso fringillide non disdegna di assaggiare anche i teneri germogli e la frutta, con predilezione per i fichi, ed in particolare per i piccoli semi che in essi sono contenuti. I semi allo stato ceroso posseggono numerose proprieta' e sono facilmente assimilabili. Sono ricchi di vitamine, proteine, enzimi, zuccheri, ormoni, oligominerali e acidi organici. Costituiscono, pertanto, un'ottima fonte d'energia e di benessere, sono indispensabili allo sviluppo dei tessuti ed alla formazione delle piume. Se volessimo rispettare tale dieta dovremmo quindi essere in grado di reperire, tutto l'anno, piante contenenti semi immaturi e frutta, tra cui fichi, garantendo una somministrazione costante di questi alimenti. Ma cio' non sempre e' possibile. Bisognerebbe disporre di molto tempo libero. Nella nostra penisola, inoltre, l'alternanza delle stagioni non ci consente di poter sempre cogliere i nutrienti semi lattiginosi.

Dopo aver osservato il comportamento alimentare del canarino in natura occorre verificare la conformazione del suo becco e del suo apparato digerente. Il primo e' strutturato, sia esternamente che internamente, in modo da raccogliere e sgusciare i semi; il secondo consente di deglutirli e trasformarli in composti che saranno assimilati dall'organismo. Il nostro grazioso uccellino e' pertanto un granivoro. Grani ed altri cereali sono l'alimento naturale di questo uccello. Mi domando, allora, perche' noi umani ci "sforziamo" di fargli mangiare di tutto e di piu', come se fosse un onnivoro. Alcuni s'intestardiscono con le verdure: ma bisogna riflettere che il nostro non e' un erbivoro (non ha lo stomaco di un ruminante); altri sperimentano prodotti a base di latte: ma occorre considerare che questo alimento e' destinato dalla natura a favorire la fase di crescita dei mammiferi (benche' alimenti a base di latte o suoi componenti siano stati e sono impiegati per alimentare canarini); c'e' chi, senza ragionare, pensando di fare cosa gradita, ricorre ad omogeneizzati per bambini, alimenti per culturisti, integratori per debilitati, cibi macrobiotici e chi piu' ne ha più ne metta. Basta! Per favore, trattate il canarino da uccello granivoro, senza esagerare.

Chiarito il concetto delle caratteristiche strutturali dell'apparato digerente del canarino, considerate le sue abitudini in natura, poiche' i semi allo stato lattiginoso non sono di facile reperimento, cosa somministrare ai nostri amati e colorati pennuti? Un valido surrogato e' costituito dai semi secchi. Questi non hanno le stesse proprieta' dei semi immaturi, ma sono in grado di fornire buona parte dei principi nutritivi necessari al fabbisogno dietetico dei canarini.

Le sostanze carenti o mancanti nei semi secchi saranno integrate da altri alimenti. Questo ruolo e' essenzialmente svolto dai pastoni (fonte alimentare a base di sfarinati, opportunamente integrati da vitamine, oligoelementi ed aminoacidi essenziali), e dagli integratori minerali e vitaminici da somministrarsi in forma liquida (attraverso l'acqua di bevanda) o solida (mediante aggiunta negli sfarinati). Quali sono i semi secchi idonei a soddisfare le esigenze dei canarini? Innanzi tutto sono semi secchi quelli che, in seguito a raccolta in giusta epoca di maturazione, hanno perso gran parte del loro quantitativo acquoso. Non tutti i semi, pero', sono idonei o salubri; valutiamo la tipologia e le caratteristiche essenziali che gli stessi devono possedere:

  • dimensioni e struttura devono essere tali da rendere il seme facilmente sgusciabile ed ingeribile in relazione alle grandezza ed alla conformazione del becco del canarino;
  • appetibilita' e facile assimilazione delle sostanze in essi contenute;
  • equilibrata fonte proteica e lipidica;
  • facile reperibilita' sul mercato;
  • proprieta' di conservazione nel medio periodo (poco più di un anno) in condizioni ottimali (umidita' e temperatura idonee);
  • esenti da polveri e/o sostanze chimiche impiegate per preservarli dall’attacco di parassiti, funghi, ecc. (la presenza della polvere non puo' essere scongiurata del tutto perche' sono gli stessi semi a produrne per sfregamento tra di loro all'interno della confezione. Andranno valutate negativamente, pertanto, le partite visivamente polverose).


I semi secchi utilizzati dalle ditte di mangimi per le miscela da destinarsi agli uccelli granivori si dividono in bianchi e neri. I primi appartengono alla famiglia delle graminacee e di questi, quelli usati per alimentare i canarini sono:

  • la scagliola: e' tra i semi bianchi quello col maggior valore proteico, il piu' facilmente digeribile ed il piu' appetito. Ricco di carboidrati, e' pero' molto povero di lipidi. Ogni miscela dovrebbe contenerne in quantita' non inferiore all'80%;
  • il panico e' un seme molto apprezzato dai canarini, specie se somministrato in spighe;
  • l’avena decorticata non e' propriamente un seme bianco; la sua somministrazione deve avvenire in modica quantità poiche' un abuso nel consumo di questo seme puo' causare complicazioni intestinali. E' ricco di vitamina B1.


I secondi sono semi oleosi, molto appetiti dai canarini che li mangiano per primi quando viene loro somministrata la miscela. I piu' comuni sono:

  • il niger, presente in quasi tutte le miscele, ricco di proteine, vitamina E ed elevata percentuale di lipidi;
  • la canapa, se raccolta prematuramente darebbe semi piccoli e non vitali. Quindi sono da preferire i semi di dimensione media. Le cuticole attorno al seme dovrebbero essere di colore tra il giallo ed il verde chiaro;
  • il ravizzone, tra i semi oleosi e' quello a più alta percentuale lipidica;
  • la perilla e' una pianta originaria dell’Asia orientale. I suoi semi sono ricchi di acido alfa-linoleico e polifenoli del gruppo flavonoidico;
  • il lino, con le sue mucillagini, espleta un effetto antinfiammatorio, protettivo ed emolliente sulla mucosa intestinale.
Tutti i semi oleosi, oltre a contenere molte proteine, contengono altresi' un'altra percentuale di grassi e, pertanto, un loro abuso puo' causare seri problemi al sistema digerente dei nostri canarini. Si consiglia:
  • di acquistare sempre semi freschi, non scaduti o mal conservati, possibilmente confezionati sottovuoto. I semi vecchi non hanno alcun valore proteico e vitaminico e, specie se irranciditi, provocano seri problemi all’apparato digerente dei piccoli volatili;

  • non acquistare mai granaglie sfuse, delle quali non si conosce la scadenza ne' la provenienza (rabbocchi di semi scaduti ed invenduti).


Di recente altri semi sono stati immessi in commercio, per lo piu' al fine di soddisfare le esigenze di allevatori di spinus e carduelis il cui allevamento si sta diffondendo in questi ultimi anni. La chia, il foniopaddy e la camelina sativa ne sono un esempio. Di questi semi se ne decantano le proprieta' probiotiche, curative, rinfrescanti, energizzanti, ecc.: sono ottimi semi... ma di certo non fanno miracoli. Il pastone s'affianca ai semi per completare la dieta. In esso dovrebbero (il condizionale e' d'obbligo) essere contenute sostanze gia' presenti nei semi ed altre, di cui i semi sono carenti, come gli aminoacidi essenziali, quali: lisina e metionina. La distinzione tra pastone da mantenimento e pastone d'allevamento e' significativa, laddove il contenuto in proteine differisce. In particolare, per quanto riguarda i pastoni d'allevamento devono possedere le c.d. proteine nobili, presenti in alimenti di origine animale (uova, latte e carne) ed in misura minore in alimenti di origine vegetale (farina di soia, germe di grano ad esempio). Come sempre, ci sara' chi, non contento del contenuto del pastone di allevamento, volendo rimpinzare a piu' non posso i propri novelli, aggiunge allo stesso uovo sodo, spirulina, lieviti essiccati, farina di soia, olio di fegato di merluzzo in polvere e, per non farsi mancare nulla, latte in polvere. Questo scriteriato intruglio oltre ad essere dannoso per i pulli, crea un ulteriore danno alle tasche di chi lo adotta. Il fegato dei piccoli e quello dei riproduttori sara' ben presto provato, con il rischio d'ammalarsi anche di gotta.


La frutta e' l'altro alimento utile (ma non indispensabile) che si potrebbe somministrare ai canarini. La mela e' il frutto migliore, specie se leggermente passita. Anche qui la fantasia dell’allevatore non ha limiti. Allora si comincia con la pera, per passare poi all’arancia (e fin qui va bene), ma poi c'e' chi, nel tentativo di dare un tocco di esotismo alla dieta del suo canarino, tenta di fornire banane e ananas, per passare al babaco, al mango ed al kiwano, giusto per complicarsi la vita. Di sicuro il canarino gradira'.

In questi ultimi anni i produttori di mangimi per animali hanno cercato, senza successo, di introdurre gli estrusi nella dieta dei canarini. La cosa non ha funzionato per il semplice fatto che i canarini non hanno gradito l'alimento propinato peraltro con costrizione (privazione dei semi secchi ed altri alimenti appetiti). Con prepotenza si sta imponendo, invece, il cous cous. Il suo successo e' dovuto al basso costo, alla elevata appetibilita', alla preparazione semplice ed in tempi brevi del prodotto. Il cous cous ha molti estimatori e qualche detrattore. L’alimento e' ottimo durante il periodo di mantenimento. Nella fase riproduttiva e nel corso della muta deve essere idoneamente integrato. Si presta molto bene per somministrare medicinali i cui principi attivi precipitano se miscelati nell'acqua e, pertanto, non vengono assunti nella misura necessaria. 

Concludo con una semplice considerazione: non tutto quello che i nostri canarini mangiano fa loro bene, cosi' come non tutto quello che "funziona" nella loro dieta va bene, c'e' di meglio. La frase ermetica lascera' perplessi, ma servira' a riflettere.
 
Testo: Dott. Diego Crovace
Foto: Daniele Galliano - archivio V&A